Antirazzismo e Arte

ritratti di nina simone

30 aprile - 29 maggio 2010 PALAZZO MEDICEO SCUDERIE GRANDUCALI Seravezza Lucca

CHIARA CINELLI

RITRATTI DI NINA SIMONE

L'antirazzismo è un valore morale costantemente presente nella mia vita. Non so dire da dove nasca, di certo so che "Il colore viola" di Alice Walker ed il viaggio in Sud Africa dopo solo due anni dalla fine dell'apartheid, hanno segnato profondamente il mio pensiero. Da tempo con il mio lavoro lancio messaggi e provocazioni sul tema della condizione femminile e della cultura di genere e Nina Simone mi offre stavolta lo spunto per accostare il tema dell'antirazzismo a quello della condizione femminile: nasce così un nuovo progetto, veicolo di nuove idee e di nuovi messaggi.

Nina Simone è stata cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili ed ha combattuto per la causa con le straordinarie armi della propria musica e della propria voce. Canzoni come "Mississipi Goddam", scritta di getto dopo l'attentato bomba del 1963 in una chiesa battista dell'Alabama che causò la morte di quattro bambine, o come "To Be Young,Gifted and Black" scritta in onore della drammaturga afroamericana Lorraine Hansberry per esprimere l'orgoglio di essere una donna nera, ne sono un chiaro esempio.

Ma è con la canzone "Four Women" che Nina Simone ci consegna il ritratto della condizione femminile afroamericana: con i suoi quattro personaggi di donna, accomunati da una condizione di doppia discriminazione razzista e sessista, questa canzone divenne ben presto un inno del movimento femminista afroamericano.

La prima delle quattro donne è "zia Sarah" , doloroso stereotipo femminile della riduzione in schiavitù. "Strong enough to take the pain" "It's been inflicted again and again".

La seconda donna è "Safronia", una donna di razza mista costretta a vivere "tra due mondi". Una donna oppressa, la cui sua storia evidenzia la sofferenza della razza nera per mano di uomini bianchi in posizioni di potere. "My father was rich and white", "He forced my mother late one night".

La terza donna è una prostituta chiamata "Sweet Thing". Una donna che si scopre accettata sia dai bianchi che dai neri, solo in quanto offre prestazioni sessuali senza pregiudizi . "Whose little girl am I?" "Anyone who has money to buy".

La quarta e ultima donna è "Peaches", una donna afflitta, il risultato della rabbia di generazioni di oppressione e sofferenze patite dal suo popolo e dell'amarezza nei confronti dei bianchi e dei loro numerosi crimini contro la sua razza. "I'm awfully bitter these days" "because my parents were slaves".