Antirazzismo e Arte

ritratti di nina simone

30 aprile - 29 maggio 2010 PALAZZO MEDICEO SCUDERIE GRANDUCALI Seravezza Lucca

CONCERTO Sabato 22 maggio ore 19.00

MICHELA LOMBARDI

SHADES OF NINA I COLORI E LE SFUMATURE DEL CANTO DI NINA SIMONE

La mia scelta di brani dal vasto e variegato repertorio di Nina Simone, inimitabile sacerdotessa della musica afroamericana dagli anni Cinquanta alle soglie del terzo millennio, è stata un'occasione per un ritorno alle origini. La mia formazione musicale prende infatti l'avvio dalla cantautorialità femminile impegnata, folk: a quattordici anni, l'età in cui ho iniziato a cantare dal vivo, la mia trinità di riferimento era costituita da Suzanne Vega, Michelle Shocked e Tracy Champan. In seguito, grazie al mio incontro con il canto di Janis Joplin, ecco irrompere la forza del blues, e poi ancora del gospel e del loro risultato alchemico noto come soul. Senza dimenticare un'intensa esperienza con un ensemble di musica multietnica.

Ebbene, in Nina Simone è presente un concentrato di tutte queste intense forme espressive, e molto di più, come un grande fiume con affluenti diversi ma da cui sgorga una musica pura, trasparente, adamantina.

Una personalità che può spaventare, la sua, proprio perché inimitabile, e peculiare fu la sua condizione di donna di colore la cui carriera in ambito classico fu ostacolata a causa delle discriminazioni razziali.

Ma è proprio evitando di cadere nella tentazione dell'imitazione, bensì partendo dal terreno comune di una potente, fiera e libera urgenza espressiva, e cogliendo l'occasione offerta dai dipinti di Chiara Cinelli, che ho iniziato a selezionare i titoli presenti nel mio tributo a Nina.

Si va dall'evocativa e dolente Four Women alle bluesy e soulful Since I Fell For You e I Want A Little Sugar In My Bowl fino agli standard jazz For All We Know, Don't Smoke In Bed e Love Me Or Leave Me, dal gospel di I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free alle sensuali Turn Me On (recentemente ripresa da Norah Jones) e Tell Me More And More And Then Some (già nel repertorio di Billie Holiday), da quella Little Girl Blue, standard di Rodgers & Hart che, stravolta, fu anche uno dei brani-simbolo di Janis Joplin all'energia dirompente di Feeling Good, che ho amato e conosciuto grazie a Carmen McRae e che Michael Bublé ha fatto tornare alla ribalta, fino a perle dalla raccolta solennità come I Think It's Going To Rain Today (di Randy Newman) o Lilac Wine (memorabile nella versione del compianto Jeff Buckley).